Collezioni d’Arte di Sangue Blu… anzi Verde (Dollaro)

Sotheby’s propone fra dicembre 2017 e primavera 2018 nelle sedi Londra e Parigi le variegate raccolte di due collezionisti eclettici e d’eccezione: l’americana Eleanor Post Hutton nata Close (1909-2006), ereditiera di banche d’affari e industrie alimentari, e di suo figlio Antal de Békessy (1943-2015), l’unico natole dai suoi 6 matrimoni: il quarto, quello con lo scrittore e magnate della stampa János Békessy (1911-1977), di origine ungherese.

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Eleanor Post Close nel suo salotto parigino con il figlio Antal Post de Bekessy, detto “Tony”, 1951.

Madre e figlio illustrano il lato migliore di quell’aristocrazia americana del denaro che ha fatto la storia anche culturale degli Stati Uniti. Eleanor Post Close fu la seconda figlia del banchiere Edward Bennett Close e di quella che negli anni 1930 fu la donna più ricca d’America, Marjorie Merriweather Post (1887-1973), proprietaria e guida della società familiare General Foods Inc. nonché mecenate, benefattrice e collezionista di splendido livello: la sua residenza di Hillwood ospita oggi come museo la sua incredibile collezione di gioielli e di arte francese e russa del XVIII secolo (quest’ultima avviata negli anni Trenta proprio in Russia, dove risiedette con il terzo marito Joseph E. Davies, ambasciatore degli Stati Uniti al Kremlino nel 1936-1938), mentre un’altra tenuta, la famosa Mar-a-Lago in Florida è oggi di proprietà del presidente Trump.

Eleanor frequentò The Spence School, una Finishing School riservata a ragazze di famiglie prestigiose dove studiarono Nellie Grant (figlia del presidente Ulysses Grant), la sopravvissuta al Titanic Madeleine Astor, Agnes Gund (Presidente Emerita del MoMA), Nancy Goodyear (poi Principessa Cristoforo di Grecia), la cugina Barbara Hutton, le sorelle Jackie Bouvier Kennedy Onassis e Lee Bouvier Radzwill e, più recentemente, Gwyneth Paltrow nonché diverse esponenti anche delle famiglie Vanderbilt e Rockefeller. Terminata la permanenza alla Spence School, Eleanor fece il suo debutto in società nel 1927 sia a New York sia a Londra, alla Corte di St.James’s, dove fu presentata al re Giorgio V a Buckingham Palace.

 

 

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Edward Owen, Marjore Merriweather Post, olio su tela, 1936  (collier Cartier 1935 in demi-parure con l’anello con zaffiro di 70 carati). © Hillwood Estate, Museum & Gardens Archives.

Eleanor cambiò cognome diventando Eleanor Post Hutton nel 1920, quando la madre si risposò col ricchissimo finanziere Edward Francis Hutton (1875-1962), esponente del Gotha più alto della Dollar Aristocracy. Tutte personalità di spicco, perciò, dell’establishment più esclusivo della ricchezza statunitense, ma nel caso specifico  legata non solo alla Café Society internazionale freneticamente attiva fra le due sponde dell’Atlantico dagli anni 1930 ai 1960 ma anche allo sfavillio più popolare e commerciale (e meno esclusivo) delle luci di Hollywood. Eleonor si trovò infatti ad essere sorella dell’attrice Dina Merrill (nome d’arte di Nedenia Marjorie Hutton) nonché zia dell’attrice Glenn Cose e amica affezionata di Cary Grant, che fra il 1942 e il 1945 fu il terzo dei sei mariti della cugina acquisita Barbara Hutton (1912-1979) la famosa ereditiera dei grandi magazzini Wollworth’s detta “quella Povera Piccola Ragazza Ricca” (“The Poor Little Rich Girl”) per la sua sfortunata vita privata (dei suoi sei mariti, l’unico che non fosse quale più quale meno un avventuriero e non l’avesse sposata per la sua straordinaria ricchezza, essendone – se non perdutamente innamorato – senz’altro sinceramente affezionato e accudente, perché tale rimase per tutta la vita, fu proprio l’inarrivabile Cary Grant – anche in questo maestro di suprema eleganza – e nonostante che la coppia, negli anni del matrimonio, venisse soprannominata “Cash and Cary”).

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Eleanor Post Hutton Close (1909-2006) con la madre Marjorie Merriweather Post (1887-1973) e il figlio Antal de Békessy (1943-2015) © Hillwood Estate, Museum & Gardens Archives

Alla fine della Seconda Guerra Mondale, Eleanor si trasferì a Parigi, abitando prima un hôtel particulier sul Parc Monceau e poi una «folie XVIIIème», Le Pavillion d’Artois,  costruita nella seconda metà del Settecento a Vaux-sur-Seine, in riva alla Senna, all’interno del parco del celebre Château de Bagatelle, allora proprietà del Conte d’Artois, fratello di re Luigi XVI e futuro re Carlo X (nel 1905 acquistato dalla Mairie di Parigi) su disegno di Richard Mique (1728-1794), dal 1775 Premier Architecte di Luigi XVI e direttore dell’Académie Royale d’Architecture, creatore anche del complesso del Petit Trianon per Maria Antonietta, della Chapelle du Carmel de Saint-Denis per Madame Louise (quella delle molte figlie di Luigi XV che si fece monaca carmelitana per espiare le paterne colpe d’alcova) e delle modifiche di quegli anni al castello di Saint-Cloud. Come per il progetto dei giardini del Petit Tranon, anche per il giardino alla francese, il parco all’inglese, il Grotto e la Fontana del Pavillion d’Artois, Mique si fece consigliare dal pittore Hubert Robert e dal botanico Antoine Richard.

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Il Pavillion d’Artois con il giardino alla francese e la fontana disegnati da Richard Mique

Ricorda la nipote Glenn Close, in una intervsta rilasciata a Sotheby’s ©: Mia zia Eleanor era una persona magica. Era sempre e senza alcuno sforzo apparente elegante e bella. Aveva la pelle di porcellana e lunghi capelli biondi, acconciati in uno chignon apparentemente casual che sembrava sempre potesse sciogliersi sulle sue spalle da un momento all’altro. Era sempre circondata dalla bellezza: dal suo profumo alle porcellane, ai dipinti e gli objets d’art, i tappeti e tessuti di ogni tipo, soprattutto seta e raso. Ancora oggi, posso evocare la sensazione e ul profumo dell’aria della stanza degli ospiti in cui soggiornavo, quando ero piccola, durante le mie visite estive al Pavillon d’Artois, a Vaux-sur-Seine. Le finestre davano su un giardino formale con bossi decorati in arte topiaria. Dal questo giardino alla francese si accedeva al parco all’inglese, alla fine del quale c’era il fiume e oltre, una piccola isola. Anche il parco era magico e vi si trovavano anche una grotta settecentesca nella parte destra e un ampio orto confinante con le siepi di bosso nella parte sinistra. Ricordo una colazione estiva nellasala da pranzo ovale, affacciata sul parco e le statue, nelle loro rispettive nicchie, sembravano prendere vita in quella perfetta giornata estiva. Furono servite cozze saltata e un’insalata di mais fresco e fines-herbes tutta proveniente dal giardino, un delizioso, croccante pane francese, formaggi francesi erbornati con un vino rosso Rothschild e per dolce la Crème-Brûlée. Fu una colazione perfetta in un ambiente perfetto e resterà impressa nella mia mente per sempre. Adoravo la voce di zia Eleanor, soprattutto mentre raccontava dei suoi viaggi e delle sue passioni: l’arte, la religione, la musica e il suo grande e costante amore per l’India. Era così attraeente. così sempre spiritosa, forte e fragile nello stesso tempo e perciò eternamente affascinante. L’amavo anzi l’adoravo ed ero perfino in soggezione… Mi manca ancora oggi.

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Eleanor Post Hutton Close (1909-2006) nel ritratto fotografico eseguito da James R. Dunlop © Hillwood Estate, Museum & Gardens Archives

Antal “Tony” de Békessy ha tenuto alta la bandiera di famiglia di collezionismo e mecenatismo: è stato membro del Board od Directors di Metropolitan Museum of Art, Metropolitan Opera, Princeton University, Hillwood Foundation di Washington (il museo creato dalla nonna Marjorie M. Post); il suo interesse e partecipazione alla cultura francese ed alla vita culturale francese gli hanno meritato la nomina a Chevalier des Arts et des Lettres, (come alla madre la Légion d’Honneur) ha contribuito con larghezza a molti interventi di restauro e conservazione a Venezia e ha finanziato sia il Belvedere sia la StaatsOper di Vienna.

Nelle cinque aste da dicembre alla primavera prossima, che spaziano dai dipinti francesi del Settecento alla pittura moderna e contemporanea ai mobili  e allearti decorative ai gioielli (Russi e Cartier) e orologi fino ai vini, a partire dalla cornice Cartier con il ritratto di Marjorie M. Post (stima 20.000- 30.000),

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Ritratto di Marjorie Merriweather Post in smalto su avorio. Cornice in oro e lacca, agata, zaffiri e diamanti, Cartier, 1934, con l’incsione: “1934 Marjorie Post Davis”

ciascuno degli oltre 650 lotti testimonia del virtuosismo artistico del suo autore, qualsisia l’epoca della sua realizzazione: la suite di 4 poltrone create da Louis Delanois (1731-1792) per lo stesso Luigi XV (120.000-180.000) mostra l’estro creativo e sempre innovativo dell’ebanista più apprezzato dello stile Transition (fra Rococo e Neoclassico, secondo XVIII secolo) che vantò fra i suoi patrons e clienti il Conte d’Artois, Madame du Barry, Louis-Philippe I de Bourbon-Orléans allora duca di Chartres, Louis-Joseph de Bourbon principe di Condé, il re di Polonia Stanislao-Augusto Poniatowski, il collezionista inglese John Sackville 3° duca di Dorset, il duca de Praslin, il principe de Beauvau-Craon e la contessa de Choiseul. Di queste poltrone la voluta intagliata dei braccioli ricorda quella delle opere presenti nelle Collezioni Seligmann e Niarchos mentre il decoro a rose al centro della cintura appare nella suite di sei poltrone e divano esposta al Louvre.

 

DELANOIS_A suite of four carved and giltwood fauteuils Ö la Reine

Gli spettacolari vasi in blue-john d’epoca Restaurazione (1820 circa, 50.000-70.000), sono un raro esempio dell’uso nella Francia anglomane dell’inizio dell’Ottocento di questa pietra semipreziosa di provenienza esclusiva inglese dalle cave nel Derbyshire, acclamata per la sua trasparenza e il suo colore indaco, qui accompagnata a motivi in bronzo dorato di gusto tipicamente francese nello stile di Pierre Gouthière.

I due rilievi neoclassici dello scultore Clodion, «La Marchande d’Amours», firmato (120.000-180.000), e «Le Sacrifice à l’Amour» (80.000-120.000), presentati al Salon del 1773 e appartenuti a Louis-François de Bourbon principe de Conti, propongono un soggetto prediletto dallo scultore. Del «Sacrifice» esiste infatti un’altra versione in marmo, oggi al Musée des Arts Décoratifs a Parigi, e tre in terracotta, in raccolte private:

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Claude Michel Clodion, La Merchande d’Amours, rilievo in terractta, circa 1773, firmato CLODION; sotto : L’Offre à l’Amour, rilievo in terractta, circa 1773

la Collezione Brinsley Ford (proveniente dalla collezione di M.me Émile Straus, nata Geneviève Halèvy, vedova del compositore Bizet e rimaritata col legale dei Rothschild, grande salonnière parigina e fra le ispiratrici di Madame Verdurin per Marcel Proust), la Collezione Georges Wildenstein e una terza, venduta da Sotheby’s a Londra nel 1977. Della «Marchande», invece, si conoscono una versione in terracotta in collezione privata americana e una firmata in marmo al Musée de Nancy.

Il ritratto di Monsieur de Puységur (Jacques-François de Chastenet Marquis de Puységur, 1656-1743, nominato Maréchal de France da Luigi XV nel 1734) di Nicolas de Largillierre (1656-1746) è fulgido esempio del talento del pittore più acclamato fra la fine del regno di Luigi XIV e la metà di quello di Lugi XV: viso somigliante ed espressivo, maniche e jabot di pizzo appena arricciato, le spalle imbiancate di cipria per parrucche, velluto luminoso di riflessi, il dettaglio accurato dei ricami a filo d’oro e d’argento ei tessuti cangianti a suggerire il muoversi della figura (60.000-80.000) mentre il «Leone accucciato» di Eugène Delacroix riprende il ruolo dedicato che gli animali, esotici e non, hanno nell’opera dell’artista: qui la tavolozza è ristretta al gioco plastico fra verdi e bruni di pennellata vibrante e romantica, intensificata dall’espressività del leone (60.000 – 80.000).

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Nicolas de Largillierre, Portrait of Monsieur de Puysegur (stima: €60,000–80,00);
Zao Wou-Ki, 06.10.69, 1969 (stima: €300,000–500,000).

Per l’arte moderna e contemporanea, l’iniziativa al collezionismo passò nelle mani di Antal de Békessy che, in particolare appassionato della Secession viennese, raccolse opere di Gustav Klimt, Egon Schiele, Josef Hoffmann, Herbert Boeckl e Koloman Moser.

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Egon Schiele, Stehendes Madchen/Jeune Fille Debout, dsegno a carboncino su carta, firmato e datato, 1914 (stima: €200 000-250 000, venduto per €283,500)

Nell’asta di Arte Moderna e Contemporanea di Parigi lo scorso ottobre sono passati sul rostro il «Nudo femminile di spalle», disegno a carboncino su carta di Egon Schiele (venduto per €283.500), tre visi e nudi muliebri opere su carta di Gustav Klimt e il sentimentale paesaggio «Effet du soir sur la mer» di Edouard Vuillard (1868-1940) mentre mostra la chiaroveggenza artistica di  di Antal de Békessy l’opera «6.10.69», del cinese Zao Wou-Ki, datata ottobre 1969, (€300.000-500.000) quindi nel cuore del “periodo lirico” dell’artista.

EDOUARD VUILLARD_Effet du soir sur la mer
Edouard Vuillard, Effet du soir sur la mer, pastello su carta, 1909

In apertura: La Biblioteca del Pavillion d’Artois, con gli arredi della seconda metà del XVIII secolo opera di Oeben, Delanois, Leleu, Cresson e Heurtault.

PS. L’asta del 7 dicembre a Parigi ha totalizzato oltre € 7.000.000 ($ 8,500,000)

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