Quando la “Couture” diventa “Sculpture”

sindrsten-moulage-7Da tempo ormai la Moda è considerata l’Undicesima Musa e sempre più attuale è rivalutare e concentrare l’attenzione sugli aspetti e dettagli più artigianali (e quindi artistici) della Moda. In questo trend rivalutativo della manualità e della creatività artistica del couturier, si inserisce la mostra-performance «L’abito in cornice» che, fino al 20 novembre, presenta a Bologna, a Palazzo Boncompagni (Via del Monte 8/A), le creazioni in moulage di due stilisti-artigiani: Rosa Ribattezzato e Luca Giannola che da vent’ anni realizzano “sculture” di alta moda applicando la tecnica del Moulage

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Già usato negli anni 1920, il Moulage (letteralmente in francese “calco”) consente di creare il capo su misura direttamente sul manichino, scolpendo la forma desiderata proprio come farebbe uno scultore, con la sola differenza che gli attrezzi utilizzati sono forbici, spilli e matite colorate.

 

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Versace Moulage

Come spiega Giannola, «Il moulage richiede particolare attenzione alle forme del corpo, esperienza e soprattutto sensibilità tattile, poiché è necessario sentire il tessuto e capirne le peculiarità tagliando, arricciando, modellando, secondo le direzioni e il verso che il materiale suggerisce, coniugando il disegno e la tipologia di tessuto sul quale il modello è stato appositamente creato».

Se Paul Poiret fu il primo ad utilizzare occasionalmente  la tecnica del moulage , ad imporla come una caratteristica della sua maison (allora così veniva chiamata la “griffe“) fu Madeleine Vionnet, la stilista parigina attiva negli anni 1910-1940 (la cui griffe è stata rilanciata da Matteo Marzotto e Gianni Castiglioni nel 2009 e nel 2012 acquistata dalla stilista russa Goga Ashkenazi con sede a Milano). Vionnet progettava i suoi moulages direttamente sui corpi delle clienti, dando vita ai suoi celebri e preziosi abiti «in sbieco» cioè tagliati seguendo un’angolazione del tessuto a 45 gradi. Dopo di lei ( che, per inciso, nel 1926 inventò per il mercato americano la prima linea in assoluto di  prêt-à-porter, i cui abiti, adattati dalle collezioni di Haute Couture, usavano la griffeMadeleine Vionnet – Repeated Original”) il Draping , com’è anche chiamato il drappeggio in moulage, è stato usato dagli anni 1950 ad oggi da numerosi nomi dell’Haute Couture internazionale: Dior (sopra a sinistra), Givenchy, Versace (a lato), McQueen (sopra a destra).

La mostra non solo evidenzierà ricami, cuciture, finiture, forme ma soprattutto la completezza lavoro accurato, non dettato dalle veloci regole della produzione industriale, e la cura dell’antico artigianato, quello che molto spesso oggi tanti lamentano di non trovare sul mercato. Ogni creazione presentata dalle indossatrici nella performance-sfilata di apertura verrà fotografata all’interno di una cornice che conterrà poi il manichino addosso al quale sarà ricostruito l’abito esposto in mostra. Testimonial della performance di apertura è un’attualissima Greying Model, attiva soprattutto sulle passerelle e sui set parigini ma di origine e famiglia bolognese: Martina Gazzoni-Frascara. Su di lei Luca Giannola ha costruto dal vivo un abito in moulage di cady di seta cangiante azzurro.

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